Quando un potenziale cliente cerca “dentista a Lecce” o “hotel a Otranto”, oggi Google risponde spesso con un riquadro generato dall’intelligenza artificiale — e in quel riquadro compaiono una o due attività, non le tre del classico riquadro mappe. I posti si sono ristretti. Per molte imprese locali la reazione istintiva è l’allarme: “l’AI ha ucciso la ricerca locale”. È esattamente il contrario. Con meno posizioni disponibili, il tuo Google Business Profile — la scheda della tua attività — non conta di meno: conta molto di più.
La differenza tra chi entra in quel riquadro e chi ne resta fuori non è la fortuna. È lo stato della scheda: dati coerenti, categorie giuste, recensioni curate. Chi ha una presenza locale ordinata viene selezionato; chi ha una scheda trascurata semplicemente sparisce dai risultati che contano.
In questo articolo vediamo cosa è cambiato davvero nella ricerca locale, perché adesso la tua scheda pesa di più e quali sono gli interventi concreti per restare tra le attività che l’AI sceglie di mostrare.
Cosa è cambiato nella ricerca locale
Fino a poco tempo fa una ricerca del tipo “servizio + città” restituiva il cosiddetto local pack: tre attività con nome, valutazione, telefono e indicazioni. Oggi, su un numero crescente di queste ricerche, Google inserisce prima una risposta generata dall’AI (l’AI Overview) che descrive le opzioni in un breve paragrafo e mette in evidenza una o due attività invece di tre.
Non è una percezione soggettiva. Secondo il report State of Local SEO 2026 di Sterling Sky, ripreso dalla stampa di settore, i nuovi riquadri AI mostrano in media solo circa un terzo delle attività uniche rispetto al riquadro tradizionale — di fatto molte meno imprese ottengono visibilità quando scatta il formato AI. Il fenomeno oggi riguarda una quota ancora limitata ma in costante crescita delle ricerche locali.
Va letto per quello che è, senza catastrofismi: il locale non è morto, i posti sono diventati più pochi. E quando i posti diminuiscono, la selezione si fa più severa.
Google Business Profile: perché adesso conta di più
Ecco il punto controintuitivo. L’AI di Google non inventa i suoi consigli: li costruisce a partire dai dati che trova, e la fonte principale per un’attività locale resta il Google Business Profile, integrato da recensioni, sito web e citazioni sparse online. Se prima potevi “entrare” nel riquadro anche con una scheda mediocre, perché i posti erano tre, oggi con uno o due posti disponibili l’algoritmo pesca solo dalle schede più complete, coerenti e affidabili.
Una scheda trascurata non è un elemento neutro. In un contesto a posti ridotti è un motivo di esclusione. Ogni informazione mancante o incoerente è una ragione per non essere scelti, quando basta un concorrente con la scheda in ordine a occupare l’unico posto rimasto.
Cosa rende una scheda “selezionabile”
In parole semplici, sono quattro gli elementi che fanno la differenza tra una scheda che entra e una che resta fuori:
- Dati NAP coerenti — Nome, Indirizzo e Telefono devono essere identici ovunque online: sul sito, sulla scheda Google, sulle directory di settore. Un numero diverso tra sito e scheda è un segnale di inaffidabilità per l’algoritmo.
- Categoria principale corretta e categorie secondarie pertinenti — La categoria è il primo filtro con cui Google capisce per quali ricerche mostrarti. “Studio dentistico” e “clinica odontoiatrica” non sono la stessa cosa: la scelta va calibrata.
- Recensioni recenti e gestite — Non conta solo il voto medio, ma la costanza nel tempo e, soprattutto, le risposte. Una scheda che risponde alle recensioni comunica un’attività viva e presidiata.
- Foto, orari e servizi aggiornati — Orari corretti (festivi inclusi), foto reali e recenti, sezione servizi compilata fino in fondo. Sono i segnali di completezza che l’AI privilegia.
Se vuoi capire come impostare tutti questi elementi passo dopo passo, abbiamo pubblicato una guida completa al Google Business Profile per PMI e studi locali.
Gli errori che ti tagliano fuori
Gli stessi elementi, letti al contrario, sono le cause più frequenti di esclusione:
- Indirizzo o telefono diversi tra sito, scheda e directory — l’incoerenza NAP è l’errore più sottovalutato e più penalizzante.
- Categoria sbagliata o troppo generica — una categoria imprecisa ti fa competere per le ricerche sbagliate e sparire da quelle giuste.
- Scheda ferma da mesi — nessuna foto nuova, nessun aggiornamento, nessuna risposta: l’algoritmo la legge come un’attività poco attiva.
- Recensioni senza risposta — soprattutto quelle negative lasciate lì, che comunicano disinteresse sia all’AI sia al potenziale cliente.
Nella pratica, quasi sempre non serve “fare di più”: serve sistemare le incoerenze che si sono accumulate nel tempo.
Perché riguarda i settori locali di Lecce e provincia
La ricerca locale è il terreno dove si gioca la prima impressione, e a Lecce e in provincia questo vale per quasi ogni categoria. Un hotel o B&B a Otranto o nel Salento vive di query turistiche fortemente stagionali, dove entrare nel riquadro AI in alta stagione fa la differenza tra una struttura piena e una a metà. Uno studio medico o odontoiatrico viene scelto sempre più spesso direttamente su Maps, prima ancora della telefonata. Farmacie e PMI di commercio intercettano il cliente nel momento esatto del bisogno (“farmacia di turno”, “ferramenta vicino a me”).
In tutti questi casi il meccanismo è lo stesso: chi ha la scheda in ordine viene proposto dall’AI, chi non ce l’ha resta invisibile — anche se è l’attività migliore del quartiere.
Come interveniamo
Rimettere in ordine la presenza locale è un lavoro tecnico e continuativo, non un’operazione “una tantum”. Nel nostro lavoro quotidiano partiamo da un audit della scheda Google e della coerenza dei dati NAP su sito e directory, correggiamo le categorie, impostiamo una strategia di gestione delle recensioni e allineiamo la scheda con il sito web, perché i due segnali si rafforzino a vicenda. È l’allineamento tra scheda e sito che l’algoritmo premia, ed è anche il punto in cui una presenza web curata a Lecce smette di essere un costo e diventa un moltiplicatore di visibilità.
La cura della presenza locale è uno degli ambiti in cui il nostro team opera quotidianamente a supporto di PMI, studi professionali e strutture del territorio. Se vuoi sapere se la tua scheda Google è tra quelle che l’AI seleziona — o tra quelle che taglia fuori — il nostro referente commerciale è a disposizione per un check gratuito e senza impegno della tua presenza locale. Contattaci per il check gratuito.
In sintesi: l’intelligenza artificiale di Google non ha eliminato la ricerca locale, ha ridotto i posti disponibili. Con una o due attività mostrate al posto di tre, il tuo Google Business Profile pesa più di prima: dati coerenti, categoria giusta, recensioni gestite e scheda aggiornata sono ciò che ti fa entrare. Il resto — le incoerenze accumulate — è ciò che ti taglia fuori.
Fonti:
- Sterling Sky — The State of Local SEO 2026 (dato AI local pack ≈32% delle attività uniche / 68% in meno), ripreso da Search Engine Roundtable — https://www.seroundtable.com/google-ai-overview-local-pack-drops-40773.html
- Digital Information World — How Google’s AI Overviews Are Changing Local Search for Small Businesses (2026) — https://www.digitalinformationworld.com/2026/06/how-google-ai-overviews-are-changing-local-search.html
- Google — Guida ufficiale al profilo dell’attività su Google — https://support.google.com/business/

